Arte e Cultura / Slow Tour

ALBARRACÍN, CITTÀ ISLAMICA E MEDIEVALE.

Fare una passeggiata per le strade di Albarracín è una vera delizia. La maniera più facile per visitare la città è quella di seguire le sue mura che circondano tutto il centro. Le strade sono molto caratteristiche e curiose, cosí come i suoi edifici, tanto da lasciare senza fiato.

Non potrai smettere di notare i particolari colori delle case, ai contorni, alle porte, ai balconi. Anche se si potrebbe dare la colpa di questa mancanza d’aria a un altro fattore: le ripide pendenze. Ma anche queste fanno parte del fascino di questo borgo.

La città di Albarracín conserva numerosi edifici storici come la Cattedrale del Salvador, una delle visite obbligatorie, la chiesa di Santa Maria, il Palazzo Vescovile, La Casa de la Julianeta, via Azagra, la Torre Bianca o il Museo Diocesano. Oltre ai monumenti, il borgo ha una serie di negozietti molto tradizionali, dalle panetterie, ai negozi di ceramica, a quelli che vendono il formaggio (uno dei prodotti tipici della zona).

Una delle molte cose che colpiscono della città è la casa blu che si trova tra le sue vie, l’unica di questo colore. Questo edificio circondato dal colore rosso dal resto del borgo non può passare inosservato ed è, ovviamente, legato a una legenda. Ci sono diverse versioni di questa storia, ma quella legata all’amore è la appropriata per questa provincia. Si racconta che il giovane nobile che viveva in questa casa, fu costretto ad andare per lavoro in Andalucia, dove si innamora perdutamente di una giovane dama, Carolina. Il giovane innamorato la convinse a trasferirsi con lui ad Albarracin e Carolina accetta. Ma dopo qualche tempo, la ragazza iniziò a sentire la mancanza della propria famiglia e della sua terra natale, e nonostante fosse innamorata, non si sentiva capace di continuare a vivere in quella città. Quindi il giovane, per non perdere la sua amata, decise di portare l’Andalusia ad Albarracin, dipingendo la casa con il colore tipico del Sud, il blu.

Un’altra delle visite imprescindibili, se si visita questa cittadina, sono le mura dell’era araba che sono conservate in ottime condizioni. Si trovano nella parte alta della città e sì, ci sono numerose salite per poter arrivare alla vetta, ma da lassú si potrà avere una vista privilegiata su tutto il borgo, uno dei piú belli della Spagna.

Oltre al centro città, non molto lontano, a tre chilometri si trova il paesaggio protetto dei Pini del Rodeno. Un posto bellissimo, circondato da alberi di pino e natura, dove fare una passeggiata tra le gigantesche pietre rossastre d’arenaria e di rodeno. Dalla zona del parcheggio iniziano numerosi sentieri escursionistici che conducono alle grotte, dove si potrà osservare l’arte rupestre levantina. Infatti, all’interno di questo parco ci sono diverse grotte con dipinti rupestri, tra i più conosciuti: il Prado del Navazo, Doña Clotilde e la Cocinilla del Obispo.

L’autore Sara Bianchi

Sono una persona curiosa, a cui piace imparare e insegnare. Sono dinamica e appassionata, ciò mi spinge a cercare nuove sfide, che mi facciano superare i miei limiti e che mi portino a difendere le idee e le cause che mi stanno a cuore, come il settore no profit, la politica, le lingue, le culture e Teruel, la provincia in cui vivo adesso.

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