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DAL SOGNO ALLA REALTÀ, UN FINE SETTIMANA ESTIVO A FUERTEVENTURA.

LA DOMENICA.

Hola Fuerteventura, mio magico Mondo!

Ed eccoci al terzo giorno di questo Weekend estivo, come turista, nella mia magica Isola.

Il tour di Fuerteventura volge al termine, dopo due giorni memorabili.

Come ogni viaggio l’ultimo giorno è un po’ intriso di melanconia per il posto che si sta lasciando.
Non è così per me che qui vivo!
So già che anche domani, quando riprenderò la vita di sempre, mi sveglierò con un gran sorriso con le braccia protese verso un immaginifico abbraccio della mia nuova terra.

Ora è il momento di ripartire, immerso tra la natura e le tradizioni dell’isola per godere una domenica ricca di emozioni.

La prima tappa non può che essere con il mondo del Surf, che qui la fa da padrone.

Ad agosto le migliori onde, di solito, sono alla splendida Playa del Burro, nel parco naturale delle Dune di Corralejo.

Ad aspettarmi, Filippo e alcuni suoi amici surfisti, pronti ad esibire il loro coraggio nel governare le onde del mare.

Anche se il viaggio per arrivarvi è stato breve, non più di una decina di minuti in auto, sembra di trovarsi su una navetta celestiale che corre veloce tra il deserto e l’oceano, sotto lo sguardo amorevole della piccola Isola di Lobos e dell’isola di Lanzarote, sullo sfondo.

Dopo i grandi Hotel Riu, si giunge finalmente in questa fantastica spiaggia.

Decine di surfisti sull’acqua a pochi metri dalla costa, è una giornata perfetta per praticare questo sport, poco vento e onde perfette.

Filippo ha già preso possesso di un “Coralito” per me; sarà il mio comodo punto di osservazione.

I coraliti sono dei piccoli muri a forma circolare costruiti a secco con le pietre vulcaniche dove potersi riparare dal vento e prendere la tintarella comodamente.

Mi avvicino sulla riva rocciosa per poter scattare alcune foto delle loro acrobazie in acqua.

Il surf viene praticato un po’ da tutti, uomini e donne grandi e piccini.

Un paio d’ore di beatitudine, godendo di un paesaggio assolutamente naturale, circondato da innumerevoli turisti, appostati nei tanti coraliti e le prodezze dei surfisti.

Anche Filippo e il suo gruppo decidono di uscire dall’acqua e vi assicuro che quei volti affranti dalla stanchezza ma strabordanti di sorridente soddisfazione, sono uno spettacolo.

Ascoltarli è un piacere mentre si scambiano le impressioni su questa e quella onda, e ogni giorno è così, ma quelle onde ogni volta diverse.

Il Monte Tindaya è tuttora considerato un luogo magico e di buona fortuna dagli abitanti dell’isola di Fuerteventura.

Ci sono in cima le orme dei piedi enormi di mitici giganti, impresse da millenni nella roccia. Questi giganti come antenne catturavano da Gran Canaria e Tenerife gli influssi benefici e li proiettavano alle pendici per assicurare buona pesca e fruttuosi raccolti dagli orti in tempo numerosi. Ancora oggi vive il convincimento che passare ai piedi del monte la salute fisica e psichica assuma un beneficio misterioso.

Il Tindaya a differenza delle altre montagne ha un colore completamente differente rispetto al resto del paesaggio ed ha una forma molto rettangolare, come una piramide costruita dalla natura.

Il massimo da questo paesaggio lo si può gustare dal Mirador de Vallebrón, dove poter dominare dall’alto la vallata e godersi al meglio il paesaggio.

Da lì non si può trascurare una visita alla Playa de Jarugo, situata nel lato nord ovest dell’isola ed è, proprio, dietro a Tindaya.

Playa di Jarugo è riparata da imponenti scogliere che esaltano ulteriormente la natura selvaggia del luogo.

La sabbia è dorata e il colore delle scogliere che circondano la spiaggia è variegato; si passa da un colore dorato ad un marrone/grigio scuro.

Uno Spettacolo nello Spettacolo!

Uno spettacolo nello spettacolo!

Una cena, molto particolare, chiuderà questo mio meraviglioso fine settimana estivo a Fuerteventura.

Villa Verde mi aspetta. Si trova poco prima de La Oliva, venendo da Corralejo.

Mahoh allietarà la serata.
Si tratta di un’antica casa contadina majorera, appartenuta alla famiglia Calero Rugama. E’ costruita in pietra vulcanica e legno, risale ai primi dell’Ottocento.

Tinín Martínez e Zaragoza Estévez. Hanno comprato questa casa ormai in rovina nel 1999 e l’hanno ricostruita per aprirla al pubblico nel 2002, restituendole la magnificenza di 200 anni prima.

MAHOH è il nome più antico conosciuto di Fuerteventura, una parola guanche che significa “La mia terra, il mio paese”, ma c’è anche un altro motivo sentimentale per aver preso questo nome.

Da più di 30 anni è il nome di un gruppo ecologista che è il difensore assoluto della conservazione naturale dell’isola, il cui presidente è Tinín Martínez, e che insieme alla moglie Zaragoza Estévez sono gli attuali proprietari del sito Juan Bello.

Il ristorante è molto bello e offre una cucina molto raffinata.

Un menù incredibile: un ottimo carpaccio con patè di capra, tacos di tonno, sandwich di carne di capra con praline di nocciola, coulant di formaggio con marmellata di pomodoro.
Riesco anche ad assaggiare il Polpo brasato su letto di patate dolci arrostite e olio affumicato.

Ogni portata è un’opera d’arte. L’impiattamento è divino. Il tutto è immerso in un tripudio di sapori e di profumi.

Questi tre giorni da sogno sono già passati e sulla via del ritorno a casa mi scorrono nella mente i mille volti, luoghi, sapori ed emozioni che solo quest’isola sa dare!

Un fine settimana che non dimenticherò mai!

L’autore Simone Stoppioni

Ho 35 anni vivo a El Cotillo e lavoro a Corralejo – Fuerteventura
Svolgo l’attività di consulente SEO e mi occupo di social network. Sono un appassionato di Tecnologia, fotografia e Football.

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