Natura e Sport

Formentera a cavallo

Ci sono tanti modi di visitare un luogo e anche tante altezze da cui si può esplorare un territorio. In vent’anni di Formentera ancora non l’ avevo vissuta a cavallo e devo dire che è stata un’esperienza incredibile, per vari motivi.

L’ho trovato romantico, esclusivo, naturale, magico e rigenerante. E ora cercherò di raccontarvi l’esperienza in modo da potervi passare le emozioni che ho provato io.

Scheda esperienza:

Durata: 2 ore
Numero partecipanti: Io!
Nome cavallo nero: Negrita
Nome cavallo bianco: mi sembra Zefiro, ma non sono sicurissima
Mese: maggio
Difficoltà: facile, ma se non siete abituati ad andare a cavallo, vi consiglio di scegliere l’itinerario da 1 ora. Due potrebbero essere un po’ pesanti, nonostante il cavallo sia stato meravigliosamente calmo e obbediente.
Km percorsi: 11
Percorso: Mal Pas, Migjorn, Parco Naturale.

Rutas e Boixets

Vicent mi accoglie nella casa in cui abita e in cui ha il maneggio, che comprende circa 14 cavalli. La sua è una famiglia di Formentera e mi racconta che è arrivato a questa attività quasi per gioco, senza pensare che sarebbe diventata la sua professione.

Concordiamo da subito che vogliamo goderci il silenzio primaverile dell’isola campestre.
Lui offre itinerari da 1 ora, da 2 ore (quella che ho fatto io) e alcune escursioni speciali, come quella all’alba da Illetes, non oso immaginare lo spettacolo (e mai lo farò visto che l’appuntamento è a un orario che io, per dirla alla Homer Simpson, non so neanche se esiste davvero).

Per salire a cavallo utilizziamo il muretto e facilmente riesco a salire in sella. Vicent mi precede, siamo dietro l’ospedale di S. Francesc e puntiamo verso Mal Pas, la zona che si affaccia su spiaggia Migjorn, dal lato di Cap de Barbaria, per intenderci.

Formentera in primavera è tutta fiorita e profuma di elicriso, di origano e di rosmarino. Ci sono fiori spontanei ovunque e ho la sensazione che dal cavallo si possano percepire meglio.

Noto subito, mentre i nostri cavalli placidamente procedono scandendo il tempo sui cammini sterrati, che da quassù si può senza passare per indiscreti sbirciare nei cortili e negli interni delle ville che si incontrano.

Salutiamo bambini che evidentemente sanno di abitare sulla via prevista dall’itinerario a cavallo ma mi colpisce la loro sorpresa, anche se questa sarà l’ennesima volta che vedono i cavalli passare davanti al proprio giardino.

Ah i bambini… Che pozzo di saggezza…

Dopo 45 minuti ci siamo quasi: sto per fare il mio ingresso a Migjorn – la mia spiaggia preferita di Formentera – a cavallo!

E non resisto alla tentazione di farmi fotografare e chiedo a Vicent di scattarmi una bella foto ricordo. Decido di fotografare anche lui, ma mi dice “Aspetta! devo sistemarmi, la posizione corretta è questa”. E potete vederla nella foto.

A questo punto rientriamo verso l’interno e i passi del cavallo si sono trasformati in un orologio che scandisce un tempo non ben definito, quello che su quest’isola ti permette di perdere le staffe (è il caso di dirlo) nei confronti di impegni, doveri e promesse. Formentera ti chiede solo di essere quello che sei, senza dover per forza dimostrare niente a nessuno.

Manca un’ora ancora alla fine dell’escursione a cavallo e ne approfitto per lasciarmi andare. Negrita è un cavallo mansueto, e a parte il passaggio di un camion che lo ha leggermente spaventato, svolge il proprio compito con pazienza e professionalità, considerate sempre che nella mia vita sono salita solo 2 volte a cavallo prima di oggi.

Sono nel Parco Naturale, un’oasi tutta da scoprire e da esplorare. Qui vi sono molte specie di uccelli, ma a colpirmi è la natura incontaminata, e la pace e la tranquillità che regnano ovunque, qui a Estany Pudent.

Mi sento davvero una privilegiata.

Il silenzio scelto da me e da Vincent mi ha ormai fatto sprofondare in uno stato meditativo, non so più quanto manca ma soprattutto, non so più dove sono. Un’isola così piccola che frequento da vent’anni è riuscita ancora a sorprendermi: ho totalmente perso il senso dell’orientamento.

Ma eccoci di ritorno al maneggio, scendo da cavallo utilizzando lo stesso espediente (il muretto) e saluto la mia guida, poi ringrazio Negrita per il passaggio.

Rimango un po’ nel maneggio, a gustarmi ancora un po’ questa esperienza rilassante e naturalistica, che mi ha davvero rigenerato. E penso che Formentera deve rimanere così, ma purtroppo non sarò io a poterlo decidere. In ogni caso, da cavallo, si hanno occhi diversi, come suggeriva il sapiente Proust. Quindi, consiglio a tutti di provare.

L’autore Stefania Campanella

23 anni di Formentera e ancora ho voglia di continuare a scoprirla: scrivo libri, un blog dedicato da dodici anni, organizzo eventi e settimane esperienziali tematiche sull’isola per condividere quello che ho scoperto.

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