Arte e Cultura – FOOD

Hoy salimos a tomar algo

Oggi ce ne andiamo di bar in bar

PARTE 2

Un sabato qualsiasi, quando meno te l’aspetti, qualcuno di dice: “Hoy salimos a tomar algo” e così comincia un viaggio a metà tra Ulisse di James Joyce e le avventure di Pantagruele. Ci sono casi, conosciuti, di amici che hanno fatto un appuntamento per le 12 e ancora alle 18 li aspettavano a casa per il pranzo. Altri raccontano di un aperitivo pre pasti che si è trasformato in una cena, senza passare dal momento del pranzo. Non è raro imbattersi in amici che credevi persi dopo la prima “ronda” in un bar, che invece stavano facendo il giro dei locali al contrario.
Questo è molto altro può accadere quando qualche amico spagnolo di dice la tipica frase “Hoy salimos a tomar algo”.

Così un sabato qualsiasi, andiamo in giro con un gruppo di amici, a celebrare il bello della vita e dello stare insieme. In effetti il “Bar” in Spagna è un poco come una estensione del salone di casa, un luogo di ritrovo, il posto deputato agli incontri sociali, alle tertulie calcistiche e politiche, il luogo dove si incontrano i vecchi amici e se ne fanno di nuovi.

A Santander per esempio esiste una zona del centro storico dove i bar e i locali di “Magia e bevi” sono letteralmente uno dietro l’altro, così da non avere dubbi: la “ronda” (ossia il passare da un bar all’altro), si fa in linea retta, senza rischiare di perdersi, tanto poi tutti ci ritroviamo nel bar in fondo alla strada.

Oggi questo post, lo voglio dedicare a questi luoghi di incontro, a questi “parlamenti popolari”, e alle persone che li rendono vivi, non meri spettatori ma attori principali. Così non importa dove vi troviate, ma sempre potrete incontrare un barista poeta che scrive “Aquì cervezas mas frias que el corazón de tu Ex” (Qui serviamo birre più fredde che il cuore del tuo EX), oppure “Traiga a comer su novia, esposa o amante. Si trae las tres juntas su consumo es gratis” (Porta a mangiare la tua fidanzata, tua moglie o l’amante. Se le porti tutte e tre insieme consumazione gratuita)

E così altro che Boccaccio con il Decamerone, i tavernieri di questa nostra città sono dei veri poeti…
Iniziamo la nostra “ronda”, dalla calle del Medio, una piccola strada giusto nel centro di Santander, una delle quattro o cinque che si sono salvate dopo l’incendio che in 1941 distrusse l’intero centro storico. Lì dove si trova il Santander più vecchio e originale, iniziamo la nostra rando con vermut de solera, un vermut che deve essere stagionato in botte almeno 6 mesi e che si dovrebbe mescere direttamente dalla botte stessa.

E a Santander esistono almeno, quattro locali storici dove poter provare l’atmosfera di questi antichi spacci di vino in botte: Bodegas la Conveniente, Bodegas Mazòn, Bodegas Quintanilla, e El Riojano. Un quadrilatero che da solo è già una “ronda”, l’atmosfera di questi luoghi pieni di un fascino antico, ci fa perdere la nozione del tempo, e così uno dopo l’altro volano i vermut, ed anche las tapas, più tipiche, come las anchoas del Cantabrico, o los pimientos del padrón ( peroncini verdi fritti), che poi accompagniamo con un buon piatto di mejillones en su salsa, ( cozze al vapore con salsa rossa piccante), e una generosa raciòn de croquetas de la casa.

Il tempo passa lento come nell’ Ulisse di James Joyce e noi invece cominciamo a sperimentare come si doveva sentire l’enorme Pantagruele… Ma si sa questo è il rischio di girovagare senza una meta fissa, da un bar all’altro, “picando algo”. Ogni luogo ha la sua specialità, così se volete trovare i migliori torreznos ( cotiche di maiale fritte) dovrete fare una bella fila davanti al luogo deputato.

E la cosa non finisce qui c’è sempre qualcuno che ha il suo posto “preferito” per prendere un pincho di tortilla, e allora, allarghiamo il giro e la ronda, si trasforma in un tour de france… Ma cosa importa, se poi alla fine non sai se è già passata l’ora dell’aperitivo o è già ora di pranzo. Non importa, veramente nulla… quello che importa è che stiamo insieme e possiamo permetterci il lusso di passare da un salone di casa a un altro senza dovere rimettere in ordine e cambiando continuamente la prospettiva su noi stessi, sul mondo, su quello che succede, sulla politica, sul calcio o sull’amore… In fin dei conti oggi “Salimos a picar algo”…

giuliano-camilleri

L’autore Giuliano Camilleri

Mi dedico al disegno grafico, alla illustrazione, appasionato di libri d’artista, tutto il mio mondo gira intorno al libro e alla carta decorata.

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