Arte e Cultura

Il turismo post-lockdown – UN FINE SETTIMANA A CARTAGENA

GIORNO 1

L’arrivo del temuto Covid-19 ha influenzato la vita quotidiana di tutti noi, ha piegato l’economia mondiale e ha costretto il mondo dei servizi, e in particolare l’industria turistica, a doversi adattare alle nuove norme di sicurezza.

La Spagna, un paese dove il contatto fisico è all’ordine del giorno, dove le persone si salutano con baci e abbracci, dove le feste non sono mai “private” e dove festival e manifestazioni arrivano a riempire città intere, ha risentito moltissimo, come d’altronde anche l’Italia e il resto del mondo, di questa situazione.

Ma il turismo in Spagna non demorde, stringe i denti e prova ad adattarsi il meglio possibile!

Come? Per verificarlo da vicino, io e gli altri embajadores di Esperienza Spagna abbiamo passato qualche giorno nelle nostre città del cuore spagnole. A me, come già immaginerete, è toccata Cartagena.
Il mio viaggio a Cartagena è iniziato a bordo di un autobus ALSA Valencia – Cartagena. 🚍

Questa compagnia, tra le principali in Spagna, informa i suoi passeggeri del protocollo adottato per la disinfezione del bus: vengono usate tecniche innovative, come la micropolverizzazione, nuovi filtri per la purificazione e il cambio dell’aria all’interno del bus e un sistema di raggi ultravioletti UV-C per la disinfezione automatica del bagno dopo ogni uso. Le norme di sicurezza e igiene sono poste bene in vista e si rispetta la distanza di sicurezza tra un passeggero e l’altro con uso obbligatorio della mascherina dentro e fuori del bus.

Arrivata a Cartagena, ho alloggiato nel centralissimo hotel NH, della catena spagnola NH Hotels Group. Anche qui sicurezza e igiene sono stati garantiti: pannelli di vetro tra il receptionist e l’ospite, dispenser contenenti gel igienizzante in tutto l’hotel (all’entrata, alla reception, vicino l’ascensore, in sala colazione, etc.), norme igieniche bene in vista, codici QR per scaricare vari servizi e informazioni su supporto digitale.

Arrivata in stanza, con splendida vista della città, mi accorgo di un piacevole dettaglio: le amenities, comprendenti un bagnoschiuma e uno shampoo in confezione biodegradabile, una saponetta, una cuffia per la doccia e perfino una salviettina disinfettante, vengono confezionate e vengono rinnovate ogni mattina. Perfino il telecomando della televisione è confezionato!

Finalmente sono pronta per visitare Cartagena!

Prima tappa: il Palacio Consistorial.
Mi munisco di mascherina (obbligatoria anche all’aperto anche in luoghi non affollati) e mi avvio verso lo splendido palazzo. Vicinissimo all’hotel (a meno di un minuto!), si tratta della sede del municipio, un edificio a pianta triangolare in stile eclettico-modernista la cui cupola, decorata con quelle che sembrano squame e un grande stemma della città di Cartagena, regna sovrana sulla della città di Cartagena. Le tre facciate del Palacio Consistorial presentano elementi architettonici e decorativi di diversi stili in marmo, granito, zinco e ferro.

Ma c’è di piú! Il Palacio Consistorial ospita al suo interno una mostra gratuita. Difatti Cartagena è una città molto attiva culturalmente e spesso vengono organizzate iniziative simili, che spaziano dall’arte alla letteratura. 🎨 📖

In questo caso, si tratta della mostra di Willy Ramos, il cui stile si basa principalmente sulla raffigurazione di donne in ferro battuto e dipinti rappresentanti motivi floreali e giardini. L’accesso del pubblico è limitato e gli spazi sono adibiti per il distanziamento.

Dopo la mostra, un po’ di relax! Mi godo una lunga passeggiata nel vicino porto di Cartagena, lasciandomi cullare dal rumore del mare. Il lungomare di Cartagena è ampio e spazioso, quindi è molto facile passeggiare in tranquillità senza dover pensare troppo a distanziarsi dal prossimo, per fortuna! 🌴

Il sole tramonta mentre arrivo a El Batel, moderno auditorio di Cartagena che spesso ospita eventi, congressi e spettacoli di tutti i tipi. L’auditorio ha una bellissima terrazza con vista mare, sede dell’elegante e buonissimo ristorante Ezsencia. Un mix tra i sapori orientali e quelli tipici della tradizione spagnola, una cucina innovativa che unisce sapori apparentemente lontani, ma che si combinano perfettamente tra loro. Qui assaggio un delizioso pan bao con ripieno di verdure grigliate e pesce, le immancabili crocchette di jamón iberico rivisitate e il pescato del giorno con verdure saltate stile Thai. Tutto ottimo, da leccarsi i baffi!

Dopo la cena, ho la fortuna di poter partecipare a uno dei concerti del ciclo Live the Roof. 🎤 🎶 Come già avrete capito, Cartagena è piena di sorprese! Non solo arte, ma anche cinema, musica e molto altro. Quindi mi sposto sull’altra terrazza dell’Auditorio El Batel, un nuovo spazio aperto dopo il lockdown che ospita eventi all’aria aperta, e posso finalmente assistere al concerto di Carmen Boza, giovane cantante e compositrice originaria dell’Andalusia.
È indescrivibile l’entusiasmo e il sentimento che si prova potendo assistere di nuovo a un concerto dopo il confinamento, nonostante le restrizioni. In perfetto stile “El Batel”, ogni particolare è curato alla perfezione, la sicurezza degli ospiti è garantita dalla distanza tra loro, grazie alla posizione strategica dei posti a sedere. Su richiesta al momento della prenotazione, amici e familiari possono decidere di sedersi vicini, comunque mantenendo la mascherina.
Si è fatta una certa ora e il mio comodo letto in hotel mi aspetta… Domani proseguiremo il tour! 🛌🏻 🌜

L’autore Erika Scarcella

La Spagna ha avuto sempre nei miei confronti un richiamo irresistibile: avevo solo 10 anni mentre passeggiavo sull’affollata Rambla ed ero già stata rapita dal fascino della cultura spagnola. Attualmente vivo a Cartagena, dove frequento un Máster in Gestione e direzione dell’impresa turistica. Il mio obiettivo per il futuro è scoprire ogni angolo della Spagna e fermarmi a lavorare e vivere qui.

Condividi questo articolo