Arte & Cultura

La Gran Via di Madrid

Passeggiare per la Gran Via ha rappresentato uno dei massimi piaceri che chiunque possa gustare ed apprezzare nella capitale madrilena. Nella biforcazione sulla Calle Alcalà che immette nella imponente via, rimango abbagliata dall’edificio Metropolis, che a prima vista sembra un elemento avulso in un contesto di modernissimi negozi di lusso, ristoranti e locali vari.

Man mano che mi addentro, invece,  comprendo che il Metropòlis rappresenta il simbolo della Via Grande, con la sua architettura neoclassica in stile francese,  la cupola d’ardesia nera e dorata, con la sua sorprendente Vittoria Alata in cima. Sembra di addentrarsi in uno scenario onirico, tra una dimensione passata e futuristica, lo stesso nome Metropolis riecheggia la città antagonista di Gotham City, stavolta dal sapore mediterraneo, come se un fumettista avesse disegnato lo skyline della patria del suo nuovo supereroe in lingua spagnola e la cosa mi piace immensamente! Supero l’Edificio Grassy, simile al Metropolis, che accoglie un prezioso Museo di Orologi, non si può sbagliare, un’insegna della Rolex cattura lo sguardo degli appassionati. Passeggio nella via, larga e maestosa, pulita e ariosa, complice una meravigliosa giornata di sole. Mi immergo nel flusso di una marea di gente che parla tutte le lingue, un brusio  e chiacchiericcio continuo, tutti con il loro sacchettino con la firma di qualche negozio di fama e il cellulare di ultima generazione a portata di mano.

La Gran Via si rivela un centro nevralgico affollatissimo a qualsiasi ora, si ritrovano madrileni e turisti che vogliano appagare i loro desideri di shopping con i loghi internazionali, curiosità gastronomiche in eleganti ristoranti e gusto per l’arte nei teatri, nei cinema, che si snodano proseguendo verso Plaza de España.

Si nota la chiara ispirazione degli urbanisti dei primi del ‘900 per lo skyline di Chicago e di New York, si impone alla vista, infatti, il monolitico Edificio Telefonica, sede della compagnia omonima, con tutti i suoi 90 metri di altezza, che oggi è uno spazio di incontri ed eventi culturali.

Obbligatorio dopo tanto camminare  fermarsi per una tapa in locali dal raffinato design o in ristoranti dalle ambientazioni eleganti o in fast food comodi e colorati, tutti con un comune denominatore : l’odore pungente e sublime dell’aglio, e io mi comprerei casse di alioli, con buona pace della Ryanair!

Al n°29 si trova la Casa del Libro, famosa per i suoi raffinati interni e per i preziosi libri, incastonata tra le nuove gemme dell’era moderna: i centri commerciali della grande distribuzione Primark, H&M, Kilo, Zara, TUTTI, e qui il comun denominatore è il riscaldamento da effetto serra che inibisce anche il più temerario degli avventori, che non vede l’ora di guadagnare l’uscita anche se fuori fa -2!

Catturano il mio sguardo il cinema Callao, il Capitol, parte integrante dell’Edificio Carrion, con un’insegna famosissima della Schweppes, intoccabile Totem dell’Unesco pubblicitario.
E’ un passeggiare col naso all’insù con una sensazione che sa di sorpresa e di ineluttabile bellezza.

L’ultimo tratto è noto come la Broadway madrilena per i suoi celebri teatri, il Lope de Vega, Coliseum, Rialto e tanti altri che offrono la possibilità di vedere musical e balletti di fama internazionale, pubblicizzati invadendo l’orizzonte con cartelloni giganteschi e psichedelici. Arrivo a Plaza de España inebriata, confusa e appagata per avere gustato avanguardia con un retrogusto di art decò, miscela sublime e cosmopolita a me molto gradita e conservata gelosamente nella mia memoria.

L’autore Nicola Pidelli

Romano DOC, viaggiatore instancabile, curioso per natura, innamorato di un paese: la Spagna, impegnato con una città: Madrid.  Amo la calma effervescente tipica spagnola, oggi non saprei più rinunciarvi.

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