Arte e cultura – Food

Madrid, 10 ore di cultura, vegan food e sport

Diceva Miguel Mihura: “Perché Madrid, in realtà, non è niente di speciale. Non ha un grande fiume. Né importanti grattacieli. Né canali o laghi. Né gloriose rovine. Né il mare. A Madrid mancano molte cose. Però ha la gente per le strade. Ha angoli inattesi. Ha la varietà. Il contrasto. L’animazione costante. E i suoi costumi. Vale la pena levarsi presto – per una sola volta – per vivere un giorno la vita di Madrid”.

Proprio alla ricerca di questa varietà e per cercare alcuni angoli inattesi, ho deciso di passare una giornata piena nell’area di Madrid.

– 1 ora e mezza

La mia giornata inizia con l’arrivo alla stazione di Atocha e del breve tragitto che separa la stazione dal Teatro Instante, per vedere l’esposizione sonora e visuale di Frida Kahlo, pittrice messicana. Per chi non conoscesse questo tipo di esposizione, si può definire come un’immersione nel mondo della vita e delle opere dell’autrice, attraverso il racconto, le musiche e la proiezione delle opere che diventano animate.

L’esposizione è organizzata in tre temi principali. La prima parte mostra l’artista in tutto il suo splendore, creando un parallelo tra l’opera di Frida e le testimonianze dei suoi contemporanei per trasmettere al pubblico l’importanza della pittrice nell’ambiente intellettuale e artistico del suo tempo.

La seconda parte introduce la sua sfaccettatura più intima. Presenta la famiglia Kahlo, alludendo alle radici e alle amicizie dell’artista, e approfondisce un evento chiave della sua storia, l’incidente traumatico che l’ha fatta rinascere come pittrice. La terza parte ricrea la Casa Azul, la casa dove nacque, visse, dipinse e morì Frida Kahlo.

Per tutti quelli come me che amano l’arte, quest’esperienza è senza dubbio un’avventura da provare. Se volete visitarlo avete di tempo fino a fine aprile per poter andarci: https://www.accionaexhibitions.com/

– 1 ora

All’uscita dal Teatro Instante, mi sono diretta al Mercato Santa Maria de la Cabeza, che si trova a 5 minuti a piedi di distanza. Questo mercato, situato sul Paseo de Santa María de la Cabeza nº 41, mantiene lo spirito di un mercato coperto tradizionale, ma si nota che la struttura commerciale è stata ristrutturata. Una delle peculiarità di questo mercato è senza dubbio la convivenza del supermercato Mercadona con le tradizionali bancarelle del mercato.

Dopo un breve giro tra le bancarelle, ho optato per mangiare in uno dei bar presenti nel Mercato. Il bar Plantamientos è facile da trovare entrando attraverso l’accesso al Paseo de Santa María de la Cabeza, devi solo guardare dritto per individuare questo stand dove dominano il verde e il rosso e dove viene servito il cibo vegano dello chef Rubén Espinoll.

Si trova sui banchi 1-2 e puoi mangiare sul posto, anche se si concentra principalmente sulla distribuzione di cibo da asporto. Questa nuova attività vegana ha aperto i battenti nel dicembre 2021. Il suo menu è incentrato su cibi vegani a base tradizionale, cucinati con prodotti locali e di stagione, oltre che biologici e in cui le spezie hanno un ruolo forte.

Come indica la segnaletica della sua bancarella, si possono trovare: gazpachos, creme, stufati, ratatouille, insalate e zuppe, altre che a qualche dessert e birre artigianali.

Io ho optato per delle polpette e due zuppe da condividere con il mio accompagnante, oltre a un ottimo brownie che abbiamo deciso di portarci dietro per il viaggio in treno.

– 3 ore

Continuo la mia giornata tornando alla stazione di Atocha per prendere il treno “cercanías” che mi porta al municipio di Getafe che si trova a una distanza di circa 20 minuti. Da qui, ho fatto una breve passeggiata lungo un viale di ciliegi in fiore, che in questo periodo è molto bello, avendo anche il tempo a mio favore.

Per chi avesse fretta, o non volesse fare troppa attività fisica, ci sono mezzi di trasporto pubblici che portano nelle vicinanze della mia metà, cioè al parco Pokkido. Anche se il nome può trarre in inganno, non si tratta di un giardino o un luogo all’aria aperta, bensì di un parco giochi al chiuso.

Questo parco è il massimo in termini di intrattenimento, tempo libero e attività sportive. È composto da una varietà di attività avventurose, giochi, trampolini e molti altri giochi per tutto il pubblico. Nelle sue strutture mi sono sentita come se fossi tornata alla mia infanzia, infatti dopo aver indossato i calzini antiscivolo che vendono nella struttura, ho passato un’ora saltando, facendo gli scivoli e buttandomi nelle piscine delle palline.

Anche se un’ora sembra poco, in realtà grazie al numero limitato di persone e all’aiuto dello staff, è un tempo più che sufficiente per poter sfruttare al massimo l’esperienza. Tutte le informazioni sui prezzi e gli orari sono disponibili nella pagina web del parco: https://pokiddo.es/

– 2 ore e mezza

Finito il tempo nel parco, faccio ritorno alla stazione di Getafe per riprendere il treno, faccio ritorno a Madrid centro, anche se questa volta mi fermo alla stazione di Sol. Qui, dopo aver assaporato un caffè, passo all’attività successiva munita del mio cellulare. Si tratta di un escape room, ma invece che svolgerlo in una stanza chiusa, questo si svolge per le strade di Madrid.

Seguendo le indicazioni che appaiono sullo schermo, ti sposti da un punto a un altro, conosci diversi monumenti e curiosità, e ovviamente come ogni buon escape room, risolvi gli indovinelli e quesiti che via via vengono alla luce. Nel caso di quest’attività attività specifica mi sono trasformata in un agente speciale con la missione di disattivare una bomba, piazzata da un’organizzazione internazionale in 90 minuti.

Purtroppo non sono riuscita a salvare la città, ma devo dire che è stato divertente vedere i monumenti della città che già conoscevo attraverso questo gioco, e di scoprire degli angoli della città che fino ad ora non avevo visto o in cui non mi ero mai soffermata.

Ho trovato quest’attività nella pagina di Atrapalo, una piattaforma che raccoglie tutti i piani disponibili e li divide secondo l’area di interesse. Il link diretto per l’attività “Street escape Agente K-42 por las calles de Madrid” è il seguente: https://www.atrapalo.com/actividades/street-escape-agente-k-42-por-las-calles-de-madrid_e4871527/

– 2 ore

Per finire questa intensa giornata e recuperare le energie perse, sono andata ad un Fast Food vegano molto molto originale, chiamato Freedom Cakes. Il locale si trova in un piccolo e sempre vivace passaggio pedonale, ed ha una vetrina molto accattivante, dove sono esposte le colorate torte che ogni giorno sono disponibili.

Una volta dentro, vieni risucchiato da un’ambiente hippie e rock americano, grazie alla quantità di oggetti che richiamano la Route 66, dai neon, alle lampade colorate di diverse forme e il sorprendente pavimento che mescola rosa, fucsia e turchese che finisce per convincerci che siamo entrati in un mondo psichedelico vegano.

Freedom Cakes ha una cucina che rimarrà aperta tutto il giorno, e un menù con un’offerta completa di piatti salati adatti sia a pranzo che a cena, menu per il brunch nei fine settimana e anche una piccola lista di birre artigianali e cocktail. Io ho scelto il Waffle N’Chicken, che unisce pollo impanato e salsa ranchera al waffle caldo che mi ha lasciato senza parole.

Ed ho provato anche del guacamole e il Pulled Veef Bagel, che come dice la parola si compone per carne di manzo vegana dentro ad un soffice bagel. Ovviamente, non potevo non provare le torte del Freedom Cake, e quindi ho ordinato una fetta di cheesecake e una di carrot cake, accompagnate da un ottimo milkshake al cioccolato. Informazioni relative a questa tavola calda vegana, disponibili nel link: https://freedomcakes.es/carta-freedom-cakes-cafe/

Dopo questa stupenda cena, ho concluso la mia giornata a Madrid, con una bella passeggiata tra le luci della città e l’atmosfera frizzante di un sabato sera.

L’autore Sara Bianchi

Sono una persona curiosa, a cui piace imparare e insegnare. Sono dinamica e appassionata, ciò mi spinge a cercare nuove sfide, che mi facciano superare i miei limiti e che mi portino a difendere le idee e le cause che mi stanno a cuore, come il settore no profit, la politica, le lingue, le culture e Teruel, la provincia in cui vivo adesso.

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