Arte e cultura – slow tour

Rubielos de Mora e la sua storia raccontata attraverso i lampioni

Prima di iniziare, vorrei dare alcune informazioni su questo borgo. Nel 1980 Rubielos de Mora è stato dichiarato Sito Storico-Artistico e nel 1983 ha ricevuto il premio “Europa Nostra” per la conservazione del suo centro storico. Appartiene all’associazione “I borghi più belli della Spagna” e alla rete dei comuni “Cittàslow“. È conosciuta come la Corte dell’altopiano per il numero di palazzi e manieri.

Da non perdere se ti piacciono i musei, le opere di due artisti nati a Rubielos de Mora: José Gonzalvo, scultore e pittore di fucine, e Salvador Victoria, pittore contemporaneo. Entrambi hanno un museo dedicato alle proprie collezioni e opere. In più sempre parlando di musei, non possiamo dimenticare di visitare la regione dell’ambra di Dinópolis, uno dei centri del parco Dinopolis (https://www.esperienzaspagna.it/viaggio-nel-tempo-allera-dei-dinosauri/), costruita su un lago fossilizzato.

Ma tornando al borgo e alle sue caratteristiche uniche, possiamo vedere sulle porte di molte delle case di Rubielos, piccoli simboli che mostrano l’orgoglio e le credenze della famiglia che ci abitava o che ci vive ancora oggi. Questi simboli erano usati come un segno di distinzione che mostrasse all’intera città il ruolo dei suoi abitanti. Ma non è su di ciò che ho voluto concentrare l’attenzione.

Oggi, il tema di cui scrivo è molto particolare, si tratta di un arredamento pubblico molto tipico di tutte le città: i lampioni.  Come accade in ogni città, i lampioni illuminano le strade, ma nel caso di Rubielos de Mora sono essenziali per godere di tutto il suo patrimonio. Infatti, anche se per molti passano inosservati, danno indizi su chi è la persona che abita nella casa che lo sostiene o qual è l’origine degli edifici più vicini.

Origine

All’inizio degli anni ’60, l’artista José Gonzalvo e il suo migliore amico, il fabbro Manuel Baselga, iniziarono a realizzare “lampioni divertenti” per decorare le strade di Rubielos de Mora. A quel tempo sembrava un passatempo innocente, un divertimento per entrambi.

Nel 1985, quando Gonzalvo è entrato all’Accademia di Belle Arti di San Carlos, a Valencia, nel suo discorso ha affermato: “Così come la visione del medico della città è quella di curare e prevenire i suoi pazienti dalla loro malattia, quella di un artista nella città è rendere quel paese il più estetico e bello possibile, educando i suoi vicini al rispetto, alla conservazione e persino al miglioramento di ciò che è artistico ereditato dai loro antenati”.

A metà degli anni ’80, dopo che per alcuni anni si smise di produrre lampioni figurativi, un elettricista locale, Miguel Florencia, iniziò a ripararli e a riprendere la sua creazione. E questa tradizione continua ancora oggi, con l’aiuto della cooperativa La Zarza che continua a produrli e personalizzarli.

177 opere d’arte

Visitando oggi il borgo di Rubielos, troveremo 177 lampioni, inclusi gli ultimi tre, che sono stati installati l’estate scorsa (2021). Tra di essi c’è l’immagine di un Iphone.

Ogni lampione ha dietro di sé una storia, vicende e personaggi legati al punto esatto in cui si trovavano: ci sono castelli, fontane, animali, mestieri e lavori… Così, nella casa appartenuta al vasaio Esteban Pastor c’è una lampada che un artigiano modella, nella Fuente del Cerezo una delle sue brocche… Nella casa del parroco nella Plaza del Sol, il lampione è coronato da un sacerdote con una stola. La strada del pittore Salvador Victoria ha diversi lampioni a lui dedicati. Ce ne sono alcuni che, di per sé, contengono un romanzo. Come quella che rappresenta una barca a vela. Si scopre che un capitano della Marina ha trascorso diversi giorni rinchiuso nel vecchio ospedale di Gracia, che ora è il Museo Salvador Victoria. Sulla porta di legno disegnò una nave e raccontò come fosse sfuggita ai francesi durante il secondo assedio di Saragozza.

Ma l’elemento più ripetuto è senza ombra di dubbio: il toro, e molte delle lampade che lo rappresentano sono disposte nelle strade dove passano i veri tori durante le feste del paese. Poi ce ne sono di curiosi, in uno di essi è persino rappresentato un pene.

L’autore Sara Bianchi

Sono una persona curiosa, a cui piace imparare e insegnare. Sono dinamica e appassionata, ciò mi spinge a cercare nuove sfide, che mi facciano superare i miei limiti e che mi portino a difendere le idee e le cause che mi stanno a cuore, come il settore no profit, la politica, le lingue, le culture e Teruel, la provincia in cui vivo adesso.

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