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UN TOUR NELLA NUOVA NORMALITÁ DI MADRID

PARTE SECONDA

A distanza di un anno ritorno a fare un giro nella nuova normalità di Madrid e dintorni come già nel periodo del post lockdown.

Se nello scorso articolo però mi ero soffermato sui luoghi più attenzionati, specie da chi visita Madrid per la prima volta, in questa occasione ho deciso di rivolgere il mio sguardo verso alcuni di quelli meno conosciuti.
Come dico sempre poi, alla fine dipende dalle proprie preferenze personali.

L’ideale in ogni caso, per chi decida di spendere del tempo qui è quello di consultare almeno un paio di Agende come ad esempio quella del nostro Blog Madridiana.com in cui ogni mese raccogliamo gli appuntamenti da non perdere nella Capitale spagnola.

SABATO
11h30
Centro Culturale Conde Duque – ingresso libero
Il tour comincia dal Centro Culturale Conde Duque, situato nella zona da cui prende il nome, che può essere facilmente raggiunto a piedi dalla Metro di Noviciado (L2), magari approfittando prima di una colazione in uno dei tanti bar che si trovano lì da quelle parti.

Nonostante l’attività espositiva non si sia mai fermata, il Centro, che ha svolto un ruolo principale nella ripresa degli spettacoli estivi, ospitando in agosto quelli del “Veranos de la Villa”, è stato costretto, data la situazione, a ridimensionare il proprio calendario di eventi.

La struttura, oltre che alle mostre, ha ospitato nel corso del tempo diverse installazioni artistiche ma è stato sede di mercatini vintage e dell’usato che almeno per il momento non si sono tornati ad allestire, anche se poco a poco, cose di questo tipo già stanno cominciando a riprendere piede a Madrid.

14h00
Mercado de Vallehermoso
Dal Conde Duque si prosegue in direzione del Mercado di Vallehermoso ubicato nel quartiere di Arapiles.

Spesso chi visita Madrid e in generale tutta la Spagna è orientato il più delle volte verso le classiche tapas, però in questo caso la mia scelta è ricaduta su dei piatti non propriamente spagnoli. Il perché dipende dal suo carattere, capace di unire la tradizionale offerta del Mercato classico, dove acquistare frutta e verdura, e quella variegata di gastronomie appartenenti alle latitudini più disparate.
Ho deciso quindi di provare la cucina peruviano-asiatica di Tripea, ma essendo stato già qui diverse volte posso raccomandare anche il sandwich di pastrami di Craft 19 o uno dei ceviche di Distrito Ceviche.
Una menzione a parte, per noi che siamo italiani, non può che andare necessariamente a Linda Pastissa e alla sua pasta fresca fatta in casa.

L’unico inconveniente di posti del genere può essere forse ancora quello legato alla necessità di dover prenotare anticipatamente per via dei turni rotativi, considerata la limitazione dei posti a sedere, cosa che col passare del tempo però sta lentamente scemando.

Per chi volesse approfondire poi la conoscenza di Mercati gastronomici vi lascio il link del webinar realizzato l’anno scorso in collaborazione con Turespaña, dove percorro idealmente la città di Madrid attraverso alcuni di essi.

(https://www.youtube.com/watch?v=i-C1sBSfMWw)

16h30
Aranjuez
A 44 km a sud della capitale, Aranjuez, iscritta dall’UNESCO nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è una delle valide alternative a Segovia o Toledo, per citarne qualcuna, che in genere sono due di quelle mete preferite da coloro i quali hanno voglia di fare una scappata.
Con l’ingresso nella Nuova Normalità è tornato anche a il “Treno della Fragola” che offre al viaggiatore la possibilità di assaggiare le famose fragole di Aranjuez offerte dal personale vestito in costumi d’epoca e che parte dal Museo del Ferrocarril alle ore 10:00 per ritornare alle 19:30.
In questa occasione ho deciso di fermarmi nell’hotel che dà sul Palazzo per poter godere appieno, senza troppa frenesia, delle bellezze di questa ridente cittadina e provare anche qualcosa di tipico della cucina di Aranjuez.
Inutile dire che la vista del Palazzo così come quella dei Giardini è stupenda oltre che imponente.

Lasciato presto l’albergo ritorno sui miei passi che mi riportano a Madrid.

DOMENICA
12h00
Museo Cerralbo
La domenica è sempre il momento migliore per andare a visitare dei Musei, anche se qui come del resto in altre città del Mondo ci sono dei giorni o momenti del giorno in cui è prevista un’entrata gratuita partendo da orari stabiliti; nel precedente articolo avevo fatto già riferimento al Museo del Reina Sofia che comunque non è l’unico in una città dove i Musei e le gallerie o i centri espositivi abbondano.

La maggior parte dei musei e delle altre sale hanno riaperto i battenti limitando la capienza, rafforzando le misure igieniche e di distanziamento; il Museo Cerralbo come gli altri, dovendosi adeguare, non è stato da meno.

Per me questo è uno di quelli che, in mezzo a molti altri di fama maggiore, rappresenta una delle gioie nascoste di questa città e che merita sicuramente di essere visto per chi ha il desiderio di voler visitare una casa d’epoca con le varie ore del giorno che scandiscono il modo in cui si svolgeva la vita di un altro tempo.

13h30
Templo de Debod
Dal Museo Cerralbo al Tempio di Debod il passo è breve.
Strano a dirsi però è proprio così, nei pressi del Museo si erge un monumento egizio la cui storia meriterebbe di essere approfondita, ma per il momento ci limitiamo solo ad apprezzarlo in tutto il suo splendore.

14h30
Pranzo – Socarrat (Calle de San Marcos, 2)
Lasciato il Tempio di Debod e la Plaza de Espana ci spostiamo nella zona di Chueca e a ridosso della Gran Via dove raccomando questo posto abbastanza informale in cui poter provare una buona paella valenciana.
I tempi come al solito qui sono sempre più rilassati rispetto all’Italia per cui è possibile percorrere tranquillamente la Gran Via e ammirarne le bellezze prima di andare a pranzo.

18h00
Malasaña
La seconda parte di questo tour nella nuova normalità di Madrid si conclude quindi per le vie di Malasaña dove ne approfitto per tornare a parlare di Street Art sulla quale mi ero già soffermato nel precedente articolo con un giro per Lavapiés.

Interventi artistici e Festival di Arte non mancano mai a Madrid se pensiamo ad esempio a C.A.L.L.E. o Pinta Malasaña. Proprio quest’ultimo, lo scorso anno si è svolto nel mese di novembre, all’interno del Mercado de Mostenses (un altro di quelli che raccomando per chi avesse voglia di vedere qualcosa di più autentico), mentre quest’anno, dopo essere stato spostato è riuscito a riappropriarsi del suo posto di appartenenza e dove sembra stia lentamente tornando tutto alla normalità.

L’autore Enzo Lauretta

Sono uno scritto e social media manager. Ho passato gran parte del mio tempo viaggiando; sono anche stato in Erasmus due volte, tutte e due in Spagna dove alla fine ho deciso di stabilirmi. Da questa mia esperienza è nato un libro: Gli Zingari dello Studio.

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