Arte e Cultura / Food / SlowTour

UN WEEKEND NELLA NUOVA NORMALITÀ DI MADRID

Un tour per la Madrid della nueva normalidad scandito da street art, street food e altro ancora.

SABATO
11h00
Il tour in questa nuova normalità di Madrid inizia nel quartiere più “cool” del mondo (Time Out dixit).

Lavapiés conferma il claim di una vecchia campagna di promozione turistica che le opere d’arte non si trovano solo nei musei perché il movimento della Street Art è infatti ormai talmente radicato nella capitale spagnola da contare diverse iniziative a tema come “C.A.L.L.E.” o “Pinta Malasaña”.

Grazie alla visita guidata di Cool Tour Spain abbiamo appreso anche la storia dietro alcuni dei murales che si trovano dovunque e i loro autori.

Quelli della ex fabbrica di tabacco che oggi ospita esposizioni d’avanguardia, rientrano all’interno di un progetto di recupero dei muri esterni che vede periodicamente impegnati artisti della scena internazionale.

14h00
La prossima tappa è il Mercado de San Miguel, da sempre una delle principali attrattive della città oltre che uno dei luoghi più frequentati di Madrid insieme allo Stadio Santiago Bernabeu e il Museo del Prado.

Recentemente si è ritrovato al centro di un rinnovamento per cui, pur mantenendo inalterato il carattere che fino a ora lo aveva sempre contraddistinto, è riuscito ad associare alle proposte tipiche del mercato classico quelle di chef riconosciuti oltre i confini nazionali.

Come gli altri, anche il Mercado de San Miguel, ha dovuto riorganizzarsi per garantire il rispetto delle nuove normative.

Dal Mercato si prosegue in direzione dell’Hotel Europa passando per la Plaza Mayor. L’albergo è uno dei pochi ad aver riaperto durante le varie fasi di passaggio alla nuova normalità e l’unico che si affaccia sulla Puerta del Sol.

18h00
Il pomeriggio riprende con una passeggiata che ci porta fino alla Gran Via. Da cui è possibile prendere il taxi o l’autobus per andare al più famoso dei parchi di Madrid.

Lungo la strada che conduce al Parque del Retiro, subito prima della Fontana di Cibeles, dove il Real Madrid è solito celebrare le vittorie della Champions, si trova il monumento alla memoria delle vittime del Covid. Un braciere con una targa che riporta la frase “vuestra llama nunca se apagará en nuestro corazón” (la vostra fiamma non si spegnerà mai nel nostro cuore).

In Puerta de Alcalá dove arriva il bus è ora di entrare nel parco che si apre nella sua vastità.

La vista del lago è come sempre impressionante.

Da lì, si prosegue in cerca del Palacio de Cristal, che all’origine doveva essere una serra con piante tropicali, e poi è stato adibito invece a sala per esposizioni, come quella che ospita fino al 26 febbraio, la prima inaugurata dopo la pandemia e il cui allestimento di fatto si era interrotto prima del confinamento.

Dopo una lunga camminata sulla via di ritorno, non rimane che riprendere le forze per prepararsi a vivere un assaggio della movida madrileña.

21h00
La scelta del ristorante in questo caso è ricaduta su Choose, a pochi passi dal viadotto di Segovia, nel quartiere La Latina.

In un articolo di qualche anno fa, secondo “El Mundo” a Madrid si contavano 15.000 tra bar e ristoranti, uno per 211 abitanti.
Alcuni di essi hanno dovuto chiudere i battenti, specie quelli piccoli, mentre altri sono stati capaci di riorganizzarsi con delivery e take away, per esempio, e c’è chi poi, con grande spirito imprenditoriale, ha deciso di lanciare attività nuove come in questo caso.

Nei pochi mesi di apertura è riuscito a farsi largo tra i ristoranti della Capitale, oltre che all’offerta gastronomica, grazie alla particolarità del locale le cui porte scorrevoli sono capaci di separare le numerose sale così da consentire il distanziamento sociale.

23h30
La serata si chiude con un giro in centro, lungo una sorta di asse ideale che lega insieme diversi cocktail bar nei dintorni della Gran Via.

Accanto ai posti che continuano a essere un punto di riferimento per gli amanti dei cocktail, se ne sono aggiunti degli altri negli ultimi anni che hanno arricchito la scena notturna di Madrid.

Tra quelli storici consigliamo il Bar Del Diego dove le generazioni si seguono continuando a mantenere alto le tradizioni di famiglia perché la vecchia scuola non tramonta mai.

La tradizione incontra invece l’innovazione, come nel caso di Santamaria dove dietro il bancone gli alchimisti servono drink dall’alto tasso di creatività, in un ambiente retrofuturista.

DOMENICA

10h00
La domenica mattina si apre con la vista della Puerta del Sol dall’Hotel.

La colazione in una delle caffetterie più antiche della città di Madrid come “La Mallorquina”, che quest’anno compie anche 125 anni di attività continuata, è quasi d’obbligo.

“La Mallorquina” non è solo una semplice caffetteria ma uno dei simboli di Madrid.

Il pubblico di turisti che la frequentavano si è notevolmente ridotto così come il personale. I madrileni però non hanno mai smesso di venire a fare colazione in un posto storico come questo.
Anche qui tutto si svolge nel massimo rispetto delle nuove regole imposte.

Prima del check out è impossibile non affacciarsi dalla parte più alta dell’Hotel per poi proseguire verso un’altra tappa.

12h15
Dall’albergo il tour continua in direzione del Rastro, ovvero il mercato delle pulci di Madrid, dove si possono trovare vestiti, dischi e oggettistica varia. Alcuni negozi, per il momento i soli ad aver superato le condizioni necessarie a riaprire, vendono anche oggetti d’antiquariato.
La nuova normalità qui non è del tutto arrivata e i venditori dovranno aspettare ancora un po’ prima di tornare a esporre le proprie merci.

Sembra quasi difficile da credere ma neanche la Guerra Civile era stata capace fino ad ora di fermare il Rastro.

La voglia di ripartire il prima possibile però è tanta e la speranza di rivedersi tra le viuzze del quartiere non manca.

Un bocadillo de calamares in Plaza de Cascorro – da consumare preferibilmente in strada visto l’affollamento, specie in pieno Rastro, di quelle che gli spagnoli chiamano “terrazas” e subito via verso il Reina Sofia.

13:30
Sui binari della Linea 1 che dalla Plaza di Tirso de Molina portano alla fermata di Atocha, da poco rinominata “Estacion del Arte” così da non confonderla con quella successiva dove si trova la stazione dei treni omonima, e per facilitare anche l’associazione con gli altri due nelle immediate vicinanze, si arriva dritti al Museo.

Il Reina Sofia la domenica è aperto fino alle quattordici e trenta e gratis a partire dalle tredici e trenta.

Come capita spesso, con il poco tempo a disposizione, ma in generale anche in altri casi, trovandosi a visitare dei musei di enormi dimensione come questo, è sempre preferibile, dare prima uno sguardo al catalogo in modo soffermare solo su quelli che si hanno veramente voglia di vedere.

La fila di persone a distanza di due metri è ormai uno tratti distintivi della nuova normalità. La mascherina però non impedisce agli occhi di ammirare la bellezza dei quadri esposti.

14:40
Per chiudere il tour non resta che fare un salto alla Stazione di Atocha dove si può anche visitare il giardino botanico, con piante che spaziano dalle palme alle specie acquatiche, situato all’interno della struttura in ferro e vetro realizzata con la collaborazione di Gustave Eiffel. Per il momento non è possibile addentrarsi nel giardino, resta quindi l’opzione di vederlo e fotografarlo dall’alto.

L’autore Enzo Lauretta

Sono uno scritto e social media manager. Ho passato gran parte del mio tempo viaggiando; sono anche stato in Erasmus due volte, tutte e due in Spagna dove alla fine ho deciso di stabilirmi. Da questa mia esperienza è nato un libro: Gli Zingari dello Studio.

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