Tradizione e Sagre

UNA SETTIMANA DA LEGIONARIA: CARTAGINESI E ROMANI

Il territorio spagnolo nel corso dei secoli è sempre stato crocevia di culture, un continuo susseguirsi di dominazioni e passaggio di diverse etnie, che lo ha reso ciò che oggi chiamiamo Spagna. E gli spagnoli, come sappiamo, sono fieri della propria identità: ogni festività e ricorrenza rimarcano questo forte senso d’appartenenza alla propria terra e il sentimento di orgoglio delle proprie tradizioni e origini.

A Cartagena questo succede particolarmente nel mese di settembre, durante la festa di Cartaginesi e Romani. Si tratta di nove giorni di festa, durante i quali la città è invasa da truppe cartaginesi e legioni romane che eseguono atti teatrali, celebrano matrimoni, si sfidano in battaglia o festeggiano dentro il loro accampamento “militare”. La festa, di Interesse Turistico Internazionale dal 2017, ricorda la fondazione della città di Cartagena da parte di Asdrubale Maior detto il Bello, anticamente conosciuta come Qart Hadasht, nell’anno 227 a.C., e commemora le vicende accadute durante il regime cartaginese fino alla presa della città da parte delle legioni romane, sotto il comando di Publio Cornelio Scipione nel 209 a.C.

In nove giorni, anni di storia vengono condensati e talvolta adattati alla satira contemporanea, come succede nelle sessioni plenarie del Senato romano. Tra le rappresentazioni più importanti e significative si ricordano la fondazione di Qart Hadasht, la distruzione di Sagunto, il matrimonio tra Annibale e Himilce, la marcia di Annibale a Roma, lo sbarco dell’armata romana nella città di Qart Hadasht e infine la grandiosa battaglia per la conquista della città: una vera e propria battaglia dove ogni partecipante ha il proprio ruolo e la propria strategia, gli strateghi delle due fazioni incitano il proprio esercito, gli arcieri cartaginesi attaccano le truppe romane da sopra la muraglia punica, le legioni si riuniscono in formazione a testuggine, gli schiavi romani sono incaricati di attaccare con la catapulta il nemico e infine tutti gli spettatori stanno con il fiato sospeso, pur sapendo già che vincerà l’esercito romano.

Ogni giorno, i turisti e gli abitanti della città di Cartagena, vengono sorpresi da un nuovo evento o attività ludica promossa dalle varie truppe e legioni, e la sera tutta la città si sposta a festeggiare nel campamento festero, un grande luna park dove si trovano le basi militari di ogni truppa e legione, le carpas, ovvero strutture più o meno grandi, decorate e costruite come se fossero veri edifici dell’epoca cartaginese e romana. Ogni associazione rappresenta una truppa o una legione realmente esistita nel passato, la cui storia si riflette nello stile della carpa, dell’armamento e del vestiario, realizzato dai sarti della città.

Personalmente, quest’anno dal 20 al 29 settembre 2019, ho avuto la fortuna di partecipare a questa festa come membro della legione Pueblo de Massalia, l’antica Marsiglia, popolo di origine greca alleato con i Romani. È stata un’esperienza fantastica! Dentro di ogni carpa ti senti realmente parte di una famiglia, nessuno rimane indietro e ognuno si prende cura dell’altro. Anche essendo il mio primo anno, quindi classificata come novata e schiava, ho avuto la possibilità di partecipare a sfilate lungo le strade principali della città, allo sbarco nella città di Qart Hadasht e alla sua conquista trasmessa in diretta nella televisione spagnola, alle attività promosse dalla legione, ai concerti, taller di ballo e alla fiesta fino all’alba del campamento festero. Ogni giorno ho assistito a uno spettacolo diverso, di quelli ufficiali che si svolgevano nel porto o di quelli improvvisati nel campamento festero, come mangiatori di fuoco, danza del ventre, lotte tra gladiatori; sono stata protagonista di varie invasioni nelle altre carpas e partecipato a giochi come salto alla corda, tiro alla fune, vendite di schiavi, olimpiadi dei novatos; mi sono sposata con il rito cartaginese e divorziata con quello romano, passando dei giorni stupendi.

Solo un popolo pazzo come quello spagnolo avrebbe potuto unire in questo modo la storia con la fiesta!

L’autore Erika Scarcella

La Spagna ha avuto sempre nei miei confronti un richiamo irresistibile: avevo solo 10 anni mentre passeggiavo sull’affollata Rambla ed ero già stata rapita dal fascino della cultura spagnola. Attualmente vivo a Cartagena, dove frequento un Máster in Gestione e direzione dell’impresa turistica. Il mio obiettivo per il futuro è scoprire ogni angolo della Spagna e fermarmi a lavorare e vivere qui.

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